Sulla falsariga del post INVALSI, darwinismo sociale, sembra che i gruppi socialmente più forti stiano per sopraffare gli altri: non perché geneticamente più forti e resistenti evolutivamente, bensì perché non esiste una contrapposizione caratterialmente capace di salvaguardarsi geneticamente.
Che le prove INVALSI facciano parte del disegno globale di riduzione della spesa pubblica per il comparto Scuola è oramai conclamato. Il carrozzone statale è utile perché meramente grosso da non poter essere fermato, una volta in moto. Dunque, nessun intervento, da parte dei docenti che hanno fatto parte finora delle commissioni d’esame, nei contenuti degli esami di stato per le scuole, dalla licenza elementare alla maturità passando per la licenza media; quest’ultima appare quanto mai inutile a seguito dell’innalzamento dell’età della scuola dell’obbligo (obbligo imparare, che idiozia!), semmai quell’esame andrebbe spostato alla fine del nuovo biennio delle medie superiori….al pari dell’insegnamento della storia, per esempio, che andrebbe rivista nel suo complesso per i cinque anni e non per i tre + due (+ tre se si decide di continuare dopo la scuola dell’obbligo), ricominciando daccapo ogni volta. Tolte le commissioni d’esame, meno soldi in uscita dalle casse dello Stato, probabilità maggiori di clientelismo torbido a livello locale nelle Scuole, già troppo in balia di dirigenti scolastici che acquistano la competenza -così dicono- con un anno -dicesi 1 anno, solo, unico- di corso; ci sono già le scuole paritarie, la maggior parte delle scuole paritarie, per le quali le indagini televisive con tanto di videoregistrazioni hanno evidenziato quanto sia importante, necessario ed insostituibile un controllo da parte dello Stato centrale. Basta leggere il post Il 4 che diventa 6.
Dunque, è così: dopo la Geografia è il turno dell’Italiano. E’ sufficiente leggere la domanda D18 per rendersi conto di quanto sia dilagante il darwinismo sociale: la prova di matematica per la quinta elementare. Alla domanda D18 si legge:
Ma non precoccupatevi troppo: è una prova di matematica, quindi non vi faranno nessuna domanda d’italiano, nessuno degli esaminatori vi chiederà se fosse corretto “cosa” oppure “che cosa”…
Spento l’insegnamento della Geografia, Google in uno dei suoi attrezzi software mette a disposizione una modalità per imparare la geografia: peccato che nessuno si sia ancora preso la briga di utilizzarlo almeno in aula attrezzata multimediale, così da far “giocare” -che è quello che bisogna fare perché i ragazzi imparino sul campo- gli studenti tra le innumerevoli ore di lezione che ci contano, solo sulla carta scritta preventivamente a tavolino dal MIUR. Che nessuno ancora abbia capito che è ora di passare a integrare sul serio l’apprendimento informale e l’apprendimento non formale, se non si vogliono perdere i ragazzi definitivamente?
Quel carrozzone lo stanno mettendo in moto! Bisogna spegnerlo prima che sia troppo tardi.


